Comunità Familiari di Evangelizzazione

Un esperienza di “Chiesa domestica” che si incontra una volta alla settimana per lodare e ringraziare il Signore, per condividere la propria fede con gli altri, per ascoltare la Parola e la catechesi preparata dal proprio sacerdote e per pregare lo Spirito Santo e vivere rapporti di fraternità e di amicizia.

per informazioni chiedere al proprio parroco

Cosa sono le CFE?

Che cosa è una Comunità Familiare di Evangelizzazione (CFE)?

La CFE è un’esperienza pastorale che è già stata realizzata in moltissime parrocchie.

La descriviamo così:

1) una “comunità” perché è composta da persone (8-10) di differenti stati di vita (sposati, separati, singoli, consacrati, ecc.) che insieme costituiscono “la chiesa che si riunisce nella tua casa”(Rm 16,15) per lodare il Signore, ascoltare la sua Parola e vivere rapporti di fraternità e di amicizia.

2) “familiare” perché ha come guida una coppia di sposi che, per la grazia del sacramento del matrimonio e per il mandato del parroco, rende presente e attualizza Gesù che ama la sua Chiesa e perché, incontrandosi nelle case, contribuisce a dare forma familiare a tutta la comunità parrocchiale.

3) “di Evangelizzazione”: perché ha come scopo di accogliere e far crescere i nuovi discepoli nel Signore e stimolare ogni membro a evangelizzare all’interno del proprio ambiente di vita. Pertanto è destinata costantemente, come la famiglia naturale, a moltiplicarsi con il maturare ed il crescere dei suoi membri.

4) “in Parrocchia”: perché la CFE inizia, ma non compie la pienezza della vita della Chiesa. La CFE è chiamata ad esprimere visibilmente l’appartenenza all’unico mistico Corpo di Cristo, accogliendone la Sua Parola autorevole e il Corpo eucaristico nella comunità più grande, che è la parrocchia in comunione con il vescovo.

La CFE perciò non è un nuovo metodo aggregativo, bensì potremmo definirla una “articolazione pastorale” che vuol mettere in risalto la rete relazionale umana presente nel territorio e la soggettività sacramentale della famiglia.

La CFE si fonda sul dinamismo naturale per il quale gli sposi gradualmente costruiscono attorno a sé dei legami relazionali che, pur variando d’intensità, come a cerchi concentrici si allargano dai figli, ai parenti, ai vicini, ai colleghi, agli amici. E altresì si fonda soprattutto sulla grazia sacramentale del matrimonio che conferisce agli sposi un dono e un compito specifico nel costruire Chiesa.

La “strategia”, se così la vogliamo chiamare, per diffondere il cristianesimo è sempre stata quella di “entrare nelle case” (cf. Lc 10,1-7) come aveva istruito Gesù perché solo partendo dalla conversione delle coppie di sposi si rispetta l’identità della Chiesa che è chiamata ad essere lievito, parte integrata e integrante della rete relazionale umana.

Altrimenti, facendo una fatica immane e frustrante, ci si troverà (come in gran parte si fa) a spendere tutto le energie per creare in un territorio una struttura relazionale parallela a quella esistente. E’ purtroppo l’immagine della parrocchia di oggi, mentre essa dovrebbe essere, come suggerisce il nome, la comunione delle chiese che vivono già nelle case.